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Criteri (Reali) per la scelta dell'auto

Secondo voi quali sono i criteri per l'acquisto di un'auto? Estetica? Consumi? Garanzia? Sicurezza?  Niente di tutto questo, il criterio migliore di tutti è la statistica. Sapete quante auto rubano in Italia in un anno? Nel 2011 ne sono state rubate circa 125mila, che in rapporto alle auto circolanti, circa 36milioni, sono circa il 3,5 x 1000, non sono molte, ma se la vostra auto fosse una di quelle 3,5 non credo che sareste troppo felici. Allora come fare? Cosa lega le auto rubate dalle auto acquistate? Principalmente il numero. Più auto di un certo modello si vendono, più auto di quel modello si ruberanno. La correlazione è presto trovata se si pensa che il più delle volte le auto rubate vengono smembrate per utilizzarne i pezzi di ricambio, perchè per quanto assurdo possa essere, la somma dei pezzi di ricambio per costruire un'automobile è molto superiore al valore dell'automobile stessa comprata già assemblata. Solo una piccola percentuale di auto rubate finisce al di fuori dei confini italiani. E' molto più agevole smontarla e venderne i pezzi. Qui sotto ho raggruppato i valori relativi ai furti e alle immatricolazioni del 2011 in italia. Come potrete notare, le + rubate sono in testa alla classifica delle + vendute. C'è una piccola discrepanza per la fiat Punto perchè tra le auto rubate potrebbe non esserci stata una distinzione nel compilare la tabella tra il vecchio modello e quello nuovo. Quelle in verde non compaiono tra le prime 20 auto rubate, molto probabilmente perchè dotate di un buon sistema di sicurezza. Direi di non considerare le auto dalla 17 alla 20 nonostante siano in verde perchè purtroppo non ci sono dati tra le auto rubate oltre alla posizione numero 20. Il mio consiglio quindi, per l'acquisto di un'auto, è quello di cercarne una poco venduta, la statistica sarà dalla vostra parte, sempre che non lasciate la macchina aperta con le chiavi dentro il cruscotto!



Alternative ad ebay

In questo post voglio raggruppare tutti quei siti alternativi ad ebay, ma con un buon numero di utenti.

Mi sento di escludere gli unici siti italiani in formato asta: suqui e prezzishock (non parlo di aste al ribasso o di aste live) che purtroppo hanno un numero veramente esiguo di annunci. Tanto per darvi un'idea, se ebay nella categoria “Abbigliamento e accessori” ha circa 8.000.000 di annunci, i siti di cui sopra non arrivano nemmeno agli 8.000, tuttavia esistono altri siti, più o meno seguiti con un buon numero di visitatori giornalieri.

Alternative ad ebay
Alternative ad ebay


I più seguiti sono: ebay annunci, subito.it, vivastreet, secondamano e bakeca. In rete ce ne sono anche altri, ma solo questi hanno un grosso volume di annunci e di utenti che li visualizzino. A differenza di ebay, in questi siti non è possibile partecipare ad aste, diciamo che sono gli annunci sono tutti in “compralo subito”, anche se l'effettivo acquisto è gestito come si faceva un tempo, ossia si contatta il venditore e con lui si fa la trattativa.

Su ebay annunci, vivastreet e subito.it non è possibile vendere servizi, mentre su secondamano e bakeca sì. Non provate ad inserire un annuncio nei primi tre menzionati se non si tratta effettivamente di un bene materiale perchè non vi confermeranno l'annuncio. Fate molta attenzione ad acquistare in questi siti, perchè, a differenza di ebay non c'è una protezione dell'acquirente se utilizzate sistemi poco sicuri (bonifico, ricarica poste pay) per acquistare, conviene sempre utilizzare paypal, ma se l'acquirente non lo permettesse, allora optate per il ritiro a mano dell'oggetto e quindi del pagamento sul posto. Nemmeno il contrassegno è un metodo sicuro, perchè potrebbero spedirvi un bel pacco con dentro un mattone, credetemi sulla parola che può succedere. E' difficile scovare i truffatori perchè non esiste un sistema di feedback, quindi bisogna fare molta attenzione. Tuttavia, il vantaggio principale per chi vende è che non ci sono né tariffe d'inserzione, né tariffe sulla conclusione dell'affare, si avrà il 100% della vendita (esclusa naturalmente la % che vi sottrarrà paypal nel caso utilizziate quest'ultimo come fonte di pagamento). Per cui, se avete qualcosa da vendere, e sapete già cosa volete ricavarci, tenete conto anche di questi siti.

Private Label VS Grandi Marche

Molti di voi non conoscono il termine Private Label, ma di sicuro conosceranno i prodotti: sono gli articoli marchiati con il nome della catena del supermercato (coop, esselunga, carrefour, ecc)
Il boom di questi prodotti è evidente, soprattutto in tempi di crisi, dove la gente si affida alla "garanzia" che offre la catena dove effettua abitualmente gli acquisti e che difficilmente tradirà la fiducia del compratore proponendo  prodotti di bassa qualità, pena la perdita di fiducia sul marchio stesso o nel caso peggiore, al cambio di supermercato.

Private Label vs Grandi Marche
Private Label vs Grandi Marche


Perchè costano meno? Semplice, non devono fare pubblicità, non devono fare marketing e non devono distribuirlo. Tutto questo si traduce in un risparmio tra il 20 e il 50% rispetto allo stesso prodotto di una grande marca.

C'è da fidarsi? Qualcuno dice di sì, qualcuno dice di no. In rete c'è un sito nato da poco che tratta proprio di questo argomento: ioleggoletichetta.it
Il creatore, grazie all'aiuto degli utenti, sta cerando di elencare tutti i prodotti Private Label o Primo Prezzo (prodotti con marche sconosciute non legate alla catena di supermercati) che "assomiglino" ai prodotti delle grandi marche.

Ma come è possibile capire se il prodotto sia lo stesso? Non si può fare con certezza, ma ci sono indizi che ci aiutano a svelarlo: gli ingredienti, la tabella nutrizionale e lo stabilimento di produzione. Questi tre fattori messi assieme possono identificare lo stesso prodotto di una marca famosa. Non vi sto ad elencare tutti i prodotti, ma se andate sul sito ne troverete molti.

L'altra faccia della medaglia è invece mostrata da tutti quelli che non si fidano. Se da un lato Altroconsumo facendo analisi comparative a volte scova prodotti di qualità migliore nelle private label, dall'altro, il Codacons è più scettico e afferma che ci si potrebbe fidare solo nel caso di un controllo totale sulla filiera, eseguito da un organo indipendente, ma nella maggior parte dei casi sono proprio le catene stesse ad autocertificarne la qualità.

Al consumatore finale l'ardua sentenza, ma a giudicare dai fatturati le private label danno fiducia come le grandi marche, ma ad un prezzo minore. Voi che ne dite?